Angelo Peretti
L'obiezione - che non è poi enorme - la dico subito, così via il dente, via il dolore: il vino m'è parso molto "tecnico". Però sia chiaro: è tecnica di classe. Al punto che rischi, con questo rosato del sud, d'ingannarti, e pensare che sia invece bottiglia "nordista", con quella freschezza così ampia e avvincente.
Detto questo, aggiungo che in ogni caso si ha a che fare con un rosato coi fiocchi: sia chiaro. E se vi capitasse d'incrociarne una bottiglia, non fatevela scappare.
All'olfatto si propone di già dotato di bella complessità: fruttato e floreale, intriso di vene speziate.
La bocca è freschissima, nervosa, vibrante.
Sapido, salato, marino. Lungo sulla nota della spezia.
Bel vino, insomma, da bere e ribere in estate.
Due lieti faccini e quasi tre :-) :-)
Angelo Peretti
Chi in un vino rosato cerca la leggerezza, la giovinezza, l'esilità giocosa, be', si fermi qui e non legga oltre: quest'è vino che non gl'interessi. Chi invece va alla caccia di vini che sappiano esprimere insieme personalità ed eleganza sappia che qui troverà materia che l'intriga. Eccome.
Fatto con l'uve di gaglioppo. E passato in barrique addirittura. Non scandalizzatevi, però: il legno qui dona alla grande, senz'assumere ridondanze, senza prevaricare il frutto, ma anzi esaltandolo, ed apportandovi spezia. C'è grand'equilibrio, insomma.
Il colore è cerasuolo. Piuttosto carico.
All'olfatto si presenta atipicamente, ma fascinosamente resinoso di pino, di coccole di cipresso. Eppoi ecco comparire vaghe tracce di menta, di origano. Un che d'officinale, insomma. E di mediterraneo. Accattivante davvero.
In bocca ha polpa di spessore epperò anche, nello stesso tempo, snellezza. Ha materia e finezza, e non è mai facile trovare simile combinazione. E non va mai sopra le righe: niente esasperazioni, nonostante la sua concezione per certi versi estrema.
Ti induce a berlo e riberlo.
Vino intrigante, assai.
Tre lieti faccini :-) :-) :-)
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