Mario Plazio
Da un vigneto vecchissimo una Schiava ancora ostica e reticente.
L’aspetto olfattivo è enigmatico: emerge la frutta fresca e poco altro.
Bocca dinamica e concentrata che mantiene una freschezza insospettata per un 2003.
La sorpresa avviene a una settimana dall’apertura: al naso sa di granita alla fragola, e si arricchisce di sfumature più autunnali di humus, sottobosco e lampone.
La beva è degna di un pinot noir di Borgogna, con appena un accenno di maturità spinta e tannicità a tradire l’annata di origine.
Nel finale esce il rabarbaro e una nota alcolica scalfisce appena un carattere altrimenti austero e compìto.
Può evolvere ancora a lungo.
Due lieti faccini e quasi tre :-) :-)


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