Dall’8 al 12 aprile 2010 a Verona c'è la quarantaquattresima edizione di Vinitaly, organizzata da Veronafiere.
Gli organizzatori sono ottimisti: "I segnali che arrivano - spiegano in un comunicato stampa - sono positivi e l’aspettativa è di confermare l’equilibrio di visitatori raggiunto nel 2009 con 151 mila presenze delle quali il 30% provenienti da 112 Paesi. Anche il numero di espositori è in linea con il 2009, mentre è aumentata la superficie espositiva netta, che raggiunge quest’anno i 98 mila metri quadrati".
Ufficialmente, Vinitaly è aperto esclusivamente agli operatori specializzati e la registrazione è obbligatoria, ma si può fare anche on line.
L'ingresso "sarebbe riservato" ad appartenenti alle seguenti categorie: GDO, grossisti import-export, rivenditori food, bar, ristoranti, hotel, catering, enoteche, wine bar, sommelier, enotecnici, produttori di enotecnologie, produttori di olio e vino, stampa specializzata, autorità, istituzioni. Dico "sarebbe riservato".
In ogni caso, possono entrare solo i maggiorenni: non è permesso l’ingresso ai minori di 18 anni neppure se accompagnati.
Il biglietto giornaliero costa 40 euro (35 se si prenota on line). L'abbonamento alle cinque giornate del Vinitaly costa 80 euro (online 70).
Dal giovedì alla domenica c'è orario continuato dalle 9.30 alle 18.30. Il lunedì (ed è una novità) l'apertura è fino alle 16.30.
Quest'anno parteciperò da spettatore, ovvero ho diversi appuntamenti con importatori che porterò in cantina e altri li incontrerò presso lo stand di un caro amico che mi ha dato la sua disponibilità.
Io sento però molto malcontento, ovvero, molti importatori che partecipano a Prowein mi hanno detto che non scenderanno a Verona. Molti produttori importanti mi hanno detto che più volte hanno chiesto all'ente fiera di fare l'evento biannuale nell'anno che non c'è a Bordeaux. L'organizzazione non è buona come Vinexpo o Prowein e i costi sono decisamente superiori.
Certo che, finchè la fiera vende tutti gli spazi, continuerà in questa direzione.
La prima tentazione è stata quella di cancellare lo spot gratuito postato qui di sopra dell'ufficio commerciale della cantina pugliese. Poi ho deciso di lasciarlo, per dimostrare come NON si deve comunicare via web. A perenne memoria, come dicono certe epigrafi.