Mario Plazio
Da tempo si dibatte su come è o dovrebbe essere il Valpolicella. Un vino che a seconda del momento storico ha cambiato pelle per assecondare le richieste del mercato o le tendenze più in auge. Io ho la mia idea e me la tengo. Vedo il Valpolicella come un vino flessibile, bevibile e godibile (pensiamo ad un buon Beaujolais). Sarebbe a mio avviso un perfetto complemento per la cucina di osteria (o di casa), quella fondata sui piatti di pasta e carne che difficilmente accompagni, giusto per restare in tema, con un Amarone.
La Bandina in questo senso si avvicina pericolosamente a quest’ultimo. È un vino muscolare, concentrato e denso. Va anche detto che, a differenza di etichette simili nel profilo, esibisce un modernismo non fine a sé stesso. Sa restare elegante e fresco, anche se ha una dinamica più sviluppata in ampiezza che in lunghezza.
Un Valpolicella quindi potente e di carattere, che riesce anche ad essere territoriale ed estremamente giovane a quasi dieci anni dalla vendemmia.
Due faccini :-) :-)


Condividi su Facebook, Twitter o Google Buzz:
Condividi su Facebook Condividi su Twitter Pubblica su Google Buzz

2 commenti

  1. GIORDANO Says:
  2. il vino deve essere prodotto per essere bevuto e in questi ultimi anni si sono prodotti troppi vini che sono così poco "bevibili".
    Concordo con l'elogio del vinino.

     
  3. Concordo, oh, se concordo!

     

Posta un commento

Copyright

Per i contenuti di questo web magazine
© Angelo Peretti 2004 - 2011
p. iva. 03807310234

Followers

Video Post